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IN VENDITA ESCLUSIVAMENTE CON UN
OCCHIALE PER LETTURA LEGGOMEGLIO AL PREZZO TOTALE DI € 9,90
LEGGOMEGLIO NEWS Nr. 6

LeggoMeglio nuovo modello
ANNO NUOVO, OCCHIALI NUOVI
In che cosa consista il
disturbo della vista che risponde al nome di presbiopia, vale a dire
la graduale perdita della capacità di mettere a fuoco le immagini da
vicino, ormai lo abbiamo detto molte volte . Come pure che si tratta
di un fenomeno naturale che si manifesta oltre i 40/45 anni di età.
Nessuno infatti nasce presbite, o lo diventa sui banchi di scuola,
come accade ai miopi (che tra l’altro soffrono meno, o comunque più
tardi, di questo disturbo), ma inizia ad inforcare gli occhiali per
lettura solo dopo la giovinezza.
Si potrebbe dire che”la vita
comincia a quarant’anni e la presbiopia…anche” e che le nuove
condizioni di vita con il sempre maggiore utilizzo di messaggi
visivi hanno portato gradualmente ad un anticipo dell’età nel
manifestarsi del difetto della miopia, mentre i presbiti mantengono
stabilmente la manifestazione di primi sintomi dopo i 40 anni di
età.
DESIGN E PREZZI
Il
design, tutto italiano, delle collezioni Leggomeglio, segue le
ultime tendenze della moda che nel settore delle montature è più
mutevole di quanto sembri. Dopo il periodo delle doppie aste, c’è
stato quello della stanghetta larga e dell’acciaio. Sempre in
diversi colori anche se i più apprezzati rimangono il rosso o il blu
in diverse sfumature, e gli intramontabili “tartaruga” e nero.
Eleganza, ma senza cadere
negli eccessi: questa la regola adottata per le nostre collezioni
che, lo diciamo in conclusione ma è la cosa più importante, sono
offerti in Italia ed in Europa ai prezzi più convenienti senza
rinunciare alla massima qualità raggiungibile. Grazie ai volumi di
mercato, ad un’attenta strategia produttiva, alla mancanza di
intermediari commerciali, al margine di ricavo ristretto ai minimi
termini. Perché tutti, e soprattutto tutte, hanno “diritto di
lettura” e di cambiare il colore degli occhiali tutte le volte che
lo desiderano.
LA
CERTIFICAZIONE PRIMA DELLA MODA
Bene
hanno saputo cavalcare il fenomeno gli stilisti di moda che hanno
lanciato sul mercato occhiali da sole e montature da attrezzare con
lenti correttive a cifre astronomiche per poi trovarsi ad affrontare
una battaglia aspra e difficile con il mercato delle contraffazioni
che ha invaso il mercato con migliaia di modelli “similgriffati”, in
apparenza identici: vero è che spesso è l’apparenza quella che
conta, ma quando si parla di lenti e della salute per i nostri
occhi, la sostanza non guasta, anzi è d’obbligo.
Come
ben sanno a Longarone, in provincia di Belluno dove ha sede
l’Istituto Italiano di Certificazione dei prodotti ottici
autorizzato ad emettere rapporti di prova per il rilascio di
attestati di conformità per la certificazione CE dei prodotti
ottici. Tutti gli occhiali delle collezioni LeggoMeglio sono
corredati di tale certificazione e sono conformi alla norma ISO
1634:2002 e sono protetti da una garanzia della durata di due anni
contro i rischi di rottura delle montature.
Le lenti infatti sono sottili
ma infrangibili e resistono a qualunque crash. Quanto alla moda, le
varietà presentate in edicola, grazie alla frequente rotazione
bimestrale dei modelli, ed il design delle collezioni sono sempre
fra i più attuali.
E se il numero delle persone
affette da miopia diminuisce leggermente, per effetto della
prevenzione e delle terapie chirurgiche, le file dell’esercito dei
presbiti, visto il costante aumento della durata della vita media
soprattutto nei Paesi più civilizzati, aumentano di anno in anno in
ogni nazione d’Europa. Italia, Spagna, Francia entro i prossimi
dieci anni, nel 2018, conteranno fra la propria popolazione oltre 20
milioni di presbiti ciascuna. Ed in Europa il loro numero supererà i
100 milioni!
In questo primo numero del nuovo anno potremmo quindi affrontare, in
sintonia con l’atmosfera ed il desiderio di “novità” di queste
settimane, i consueti temi di questo difetto visivo con alcune
riflessioni dal punto di vista sociale, di costume, economico. Che
l’utilizzo degli occhiali in generale, e di quelli per lettura in
particolare (“estratti” a sorpresa per esempio durante la
consultazione del menu in una cena romantica con vaghe pretese di
seduzione) abbiano comportato per molti seri motivi di imbarazzo, è
cosa certa. In questi ultimi anni sono però cambiate molte cose.
Gli occhiali sono
diventati “un accessorio moda”, sia quelli da sole o da riposo,
usati ad ogni ora del giorno e della notte dallo “star System” e dai
suoi numerosi emuli, sia quelli per lettura indossati spesso con una
disinvoltura che rasenta l’ostentazione.
LEGGOMEGLIO NEWS Nr.
5

LeggoMeglio modello Champion
CHE
COSA È LA PRESBIOPIA
La presbiopia è un disturbo
della vista determinato dalla graduale perdita, da parte del
cristallino dell’occhio, della capacità di mettere a fuoco le
immagini da vicino. Si tratta di un fenomeno assolutamente naturale
e fisiologico che interessa tutti gli esseri umani dopo i 45 anni di
età.
Infatti l’occhio riesce senza
difficoltà a vedere oggetti posti a distanze differenti perché ha un
meccanismo (l’accomodazione del cristallino) che permette di
spostare con facilità la messa a fuoco su oggetti lontani e vicini;
con l’avanzare dell’età questa capacità viene a meno, ed è richiesto
un progressivo allontanamento dell’oggetto per avere una visione
nitida: questa è la presbiopia.
Nei soggetti emmetropi questo
fenomeno compare verso i 45 anni, nell'ipermetrope qualche anno
prima, nel miope qualche anno dopo.
LA
MODA ARRIVA IN EDICOLA
Design e stile italiano, i
colori più in voga, i modelli più alla moda: gli occhiali per
lettura LeggoMeglio, hanno portato una ventata di attualità e di
eleganza nelle edicole. E’ giusto che sia così perché le tendenze
della clientela sono ormai orientate a prodotti “giovani” anche – o
soprattutto - se indirizzati ad un pubblico di ultraquarantenni.
Dopo gli occhiali da vista -ormai griffati dalle firme più
prestigiose degli stilisti- è la volte degli occhiali per lettura di
cavalcare l’onda della moda e dell’eleganza.
Ma non bisogna confondere le
velleità di essere alla moda con l’uso, o l’abuso, di occhiali per
correggere i disturbi od i difetti dell’apparato visivo. Per questo
un controllo periodico da parte dei medici specialisti, è sempre,
più che consigliabile, necessario.
LA STORIA DEGLI OCCHIALI
DA VISTA
L’uso
delle lenti per correggere i difetti della vista si fa risalire a
Nerone che usava come monocolo uno smeraldo per assistere alle lotte
dei gladiatori: l’invenzione degli occhiali da vista veri e propri è
invece di Bacone, e per alcuni secoli i vetrai veneziani ne
custodirono gelosamente il segreto di fabbricazione. Negli anni
Cinquanta chi li portava, con imbarazzo, era definito “quattrocchi”.
Elizabeth Taylor e James Dean avevano gravi
problemi di vista, ma non è facile trovare una loro foto mentre
indossano gli occhiali. I tempi cambiano ed oggi gli occhiali sono
un oggetto di moda, oltre che di necessario uso per lettura: in
Italia oltre la metà della popolazione necessita di correzione della
vista e la vendita e la diffusione degli occhiali per lettura
registra un trend costante di aumento per più motivi: l’aumento
della popolazione con oltre 40 anni di età, il maggiore utilizzo di
apparecchiature elettroniche, come telefonini, personal computer
ecc….
Ovvio che arrivassero nelle edicole dove grazie
alle collezioni LeggoMeglio, possono offrire ai clienti una
certificata qualità, un’affidabilità protetta da due anni di
garanzia, una linea ed un design attuali ma anche, e soprattutto, un
prezzo di assoluta convenienza in rapporto all’elevato standard del
prodotto.
Da monocolo dell’imperatore ad accessorio di moda
da abbinare, per lui con il colore della cravatta, per lei con
l’abito o con gli orecchini: e disponibili, per meno di dieci euro,
nell’edicola sotto casa. Che storia meravigliosa.
Sia l’ipermetrope che il presbite vedono male da vicino. I due
difetti sono però diversi: il primo è soprattutto un difetto di
nascita, mentre il secondo è dovuto al processo di invecchiamento
del cristallino. La presbiopia è un fenomeno fisiologico che
interessa tutte le persone che hanno superato i 40 anni. All’inizio
il soggetto presbite avvertirà un senso di appannamento e di
stanchezza visiva, specialmente nelle ore serali e in condizioni di
scarsa illuminazione ovvero durante la lettura o in altre attività
che impegnano la visione da vicino. Col progredire della presbiopia
il paziente tenderà ad allontanare sempre di più il libro o il
giornale che intende leggere, per cercare di metterlo a fuoco.
Nelle persone affette da miopia, la presbiopia
insorge più tardi o, almeno apparentemente, non insorge affatto, in
quanto il soggetto miope molto spesso è abituato a togliersi gli
occhiali che usa per vedere da lontano. Negli ipermetropi, invece,
il processo inizia prima e ha una evoluzione più rapida, dal momento
che la presbiopia si somma al vizio refrattivo di base.
La presbiopia è un processo che progredisce dai
40 fino ai 60/65.
LEGGOMEGLIO NEWS Nr. 4
LA
PRESBIOPIA
Che
cosa è
La presbiopia è un disturbo della vista determinato dalla graduale perdita della capacità di mettere a fuoco le immagini
da vicino.
Si tratta di un fenomeno assolutamente naturale e fisiologico che interessa tutti gli esseri umani dopo i 45 anni di età.
Cause
L'occhio riesce senza difficoltà a vedere oggetti posti a distanze differenti perché ha un meccanismo (l'accomodazione
del cristallino) che permette di spostare con facilità la messa a fuoco su oggetti lontani e vicini; con l'avanzare dell'età
questa capacità viene a meno, ed è richiesto un progressivo allontanamento dell'oggetto per avere una visione nitida:
questa è la presbiopia. Nei soggetti emmetropi questo fenomeno compare verso i 45 anni, nell'ipermetrope qualche
anno prima, nel miope qualche anno dopo.
Correzioni
La presbiopia viene facilmente corretta con occhiali che permettano di supplire la funzione accomodativa del cristallino:
i primi saranno di poche diottrie, ma ogni 3-5 anni è necessario aumentare il potere delle lenti fino a che, intorno ai 60
anni, si ha una certa stabilizzazione.
Sia l'ipermetrope che il presbite vedono male da vicino. I due difetti sono però diversi: il primo è soprattutto un difetto di
nascita, mentre il secondo è dovuto al processo di invecchiamento del cristallino.
La presbiopia è un fenomeno fisiologico che interessa tutte le persone che hanno superato i 40 anni.
Sintomi
All'inizio il soggetto presbite avvertirà un senso di appannamento e di stanchezza visiva, specialmente nelle ore serali
e in condizioni di scarsa illuminazione ovvero durante la lettura o in altre attività che impegnano la visione da vicino. Col
progredire della presbiopia il paziente tenderà ad allontanare sempre di più il libro o il giornale che intende leggere, per
cercare di metterlo a fuoco, fino a quando non sarà più sufficiente la lunghezza dell'intero braccio per compensare il deficit
visivo. Nelle persone affette da miopia, la presbiopia insorge più tardi o, almeno apparentemente, non insorge affatto,
in quanto il soggetto miope molto spesso si abitua a togliersi gli occhiali che usa per vedere da lontano.
Negli ipermetropi, invece, il processo inizia prima e ha una evoluzione
più rapida, dal momento che la presbiopia si somma al
vizio refrattivo di base.
La presbiopia è un processo attualmente, che progredisce dai
40 fino ai 60-65 anni.
Con la Consulenza del dott.
Carlo Bongioanni, Medico specializzato in oculistica
STORIA DEGLI OCCHIALI
Gli occhiali sono dispositivi ottici costituiti da due lenti trasparenti e da una montatura di vario materiale che servono a correggere i difetti della vista o a proteggere gli occhi dal riverbero solare, dal vento, dalla polvere. Le lenti convergenti erano note dall' antichità ai greci e ai Romani.
Nelle Nuvole di Aristofane, andate in scena per la prima volta durante le Grandi Dionisiache del 423 a.C., in un dialogo Socrate e discute di una "pietra bella e trasparente con cui si accende il fuoco".
Quindi le lenti convergenti ustorie sembrerebbero oggetti usati già nell'antica Grecia. Ma l'uso delle lenti per correggere i difetti della vista, viene fatto risalire a Nerone.
Plinio, infatti, nei suoi scritti afferma che "Nero princeps gladiatorum pugnas spectabat in smaragdo" :pare dunque che Nerone si servisse di uno smeraldo come monocolo per osservare meglio i duelli dei gladiatori, forse perché il colore verde della pietra aveva un effetto riposante per gli occhi oppure perché il taglio particolare della sua pietra gli permetteva, forse senza saperlo, di correggere un difetto della vista.
Nel XIII secolo i monaci cominciarono a progettare e costruire lenti da ingrandimento convesse che venivano usate per ingrandire i manoscritti da copiare. Ma il primo a descrivere l'uso delle lenti per migliorare la vista fu il filosofo inglese Ruggero Bacone nel 1262. Egli fece alcuni esperimenti con le lenti e gli specchi e descrisse i principi del riflesso e della rifrazione.
fonte:www.ilmiositoiweb.it
GLI OCCHIALI E LA MODA
Inizialmente appannaggio del mondo dotto e quindi di un elite, gli occhiali da vista si
diffusero largamente nell'ultimo secolo acquisendo, però una connotazione un po'
negativa.
Infatti, gli occhiali esteticamente standardizzati e poco attraenti, erano considerati
unicamente come un mezzo per ovviare ad un difetto, subiti e non desiderati, anche perché spesso chi li portava veniva
spesso deriso a scuola con il nomignolo di "quattrocchi".
Oggi la situazione è completamente cambiata: chi li porta
non solo non si sente a disagio ma ne ha fatto uno status symbol o un segno distintivo.
Questo mutamento è il prodotto di molti fattori: da un lato con l'istruzione obbligatoria sono emersi quei difetti della vista
che una volta venivano trascurati da chi non doveva studiare e leggeva molto di rado, e quindi si è scoperto che quasi
il 50% della popolazione necessita di occhiali.
Dall'altro la continua ricerca estetica ha coinvolto tutti gli oggetti di uso
comune; e l'interesse degli stilisti per l'accessorio occhiale nelle loro collezioni, ha fatto assumere una nuova rilevanza
al disegno stilistico nella loro progettazione.
Le collezioni di occhiali LeggoMeglio, svolgono la funzione di abbinare un'estetica sempre diversa ed elegante, ad una
grande qualità, certificata e garantita.
Buoni occhiali a tutti.
Il direttore Alessandro Macari.
LEGGOMEGLIO NEWS Nr.
3
CHE COS'E'
LA
PRESBIOPIA ?
La presbiopia è la difficoltà di messa a fuoco delle immagini da vicino che si verifica, in genere, dopo i 40 anni.
Purtroppo la capacità di mettere a fuoco le immagini a tutte le distanze diventa sempre minore con il trascorrere
del tempo.
Un adulto dopo i 40 anni sarà sempre meno in grado di mettere a fuoco le immagini più vicine e dopo i 60 potrà
vedere bene a fuoco solo quelle lontane. In termini medici, la presbiopia è provocata da una perdita di efficienza dell'apparato accomodativo che si verifica con l'avanzamento dell'età: non a caso il termine deriva dal vocabolo
greco presbys (πρέσβυς) e op- (οπ-), radice dei temi che riguardano la vista.
La presbiopia è causata dal progressivo indurimento del cristallino, il muscolo ciliare che è il responsabile della
accomodazione, vale a dire della messa a fuoco da vicino, quando non riesce più a modificarne la forma.
A 25 anni il punto prossimo supera i 25 cm e continua ad allontanarsi con l'età fino a circa ai 60 anni.
Con l'aumento dell'età, infatti, il cristallino perde elasticità e, di conseguenza, il suo potere di accomodamento:
il che provoca, inevitabilmente, l'inizio della presbiopia, ossia l'impossibilità di vedere in modo nitido gli oggetti
vicini, perché per passare dalla visione all'infinito (raggi paralleli) alla visione ravvicinata (raggi divergenti),
come nella lettura, è necessaria una accomodazione di 3 ½. (Fig. 1).
Questa elasticità non si perde improvvisamente, ma si riduce progressivamente
a partire dai 40-45 anni e continua per una decina di anni, fino a
scomparire completamente.
Rimane però fissato il potere per mettere a fuoco da lontano.
La presbiopia è la patologia principale che colpisce la popolazione italiana “post-quarantenni” ed è in continuo
aumento.
Si stima che al giorno d'oggi il 40% degli italiani soffra di presbiopia, il che significa oltre 20 milioni di persone,
e tra 10 anni più della metà della popolazione italiana avrà problemi di presbiopia soprattutto in previsione del
progressivo invecchiamento della popolazione, grazie alle migliori condizioni sanitarie.
Negli emmetropi il fenomeno si manifesta intorno ai 45 anni, negli ipermetropi un po' prima e nei miopi più tardi.
Anzi i miopi potranno avere l'impressione che il loro difetto refrattivo migliori.
La presbiopia si considera “semplice” quando si instaura in occhi con acuità visiva normale, “complessa”
quando si riscontra in occhi con un preesistente difetto di refrazione: l'ipermetropia oppure la miopia.
E' dunque necessario un controllo da parte del medico
oculista, perché solo il medico oculista è in grado di valutare
lo stato di salute degli occhi e l'entità dei disturbi visivi.
Con la Consulenza del dott.
Carlo Bongioanni, Medico specializzato in oculistica
STORIA DEGLI OCCHIALI
Seneca pare che indichi nelle sfere di vetro un
mezzo per ingrandire le immagini. Plinio Scrive che Nerone usava uno
smeraldo a fini ottici. Francesco Redi nel 1678 attribuisce
l'invenzione degli occhiali a Salvino degli Armati di Firenze, che
per lungo tempo ha ricevuto in memoria monumenti, scuole e strade.
Oggi questi ed altri testi son giudicati apocrifi
e dettati dal feroce campanilismo toscano dell'epoca. I documenti
sicuramente veri e ancora esistenti intorno a questa invenzione sono
invece localizzabili in Veneto, ed è ai maestri vetrai che si
riconduce il merito della scoperta, gelosamente da loro custodita,
al punto da vietarne in modo assoluto il segreto della produzione.
Infatti già nel 1284, i Capitolari delle Arti
Veneziane prevedono pene per chi fabbrica occhiali in vetro e non in
cristallo: segno che l'arte di costruirli non è recente, poiché solo
un'arte consolidata è remunerativa in maniera tale da giustificare
una contraffazione (già allora).
Infatti la produzione di lenti a Venezia era
oramai fortemente presente già nel 1100 e gli occhiali venivano
volgarmente definiti dal popolo: “rodoli de vero per ogli per lezer”.
Nel 1660 sarà Antonio Manzini, con l'introduzione delle lenti
positive e negative a porre le basi scientifiche dei rimedi contro
la presbiopia. Per l'astigmatismo invece si dovrà aspettare fino al
1847, anno in cui il padre dell'oftalomologia, l'olandese Franciscus
Donders introdurrà l'uso delle lenti prismatiche e di quelle
cilindriche.
LE TENDENZE MODA
La presbiopia non è una patologia, ma un fenomeno legato al processo di invecchiamento. Per questo motivo sono in molti, sia uomini che donne, a mostrarsi riluttanti nell'adozione degli occhiali per lettura, soprattutto in pubblico. A dare un aiuto contro questi piccoli e vanitosi pregiudizi è stata in questi ultimi tempi la tendenza ( e l'industria) della moda, intesa come espressione della propria personalità e forma di comunicazione.
Ad iniziare dagli occhiali da sole, resi famosi nei films (Violence, Blues Brothers, Man in Black) o negli spot televisivi (Martini), la tendenza glamour degli accessori non poteva non influire sul design degli occhiali anche da vista, elemento di personalità di grande evidenza (molto più di scarpe o cinture).
Gli stilisti si sono immediatamente impadroniti del fenomeno, proponendo sul mercato anche solo montature per lenti oftalmiche anche se a prezzi non proprio accessibili a tutti. Oggi sulla spinta di un' esigenza di continui cambiamenti, i brands famosi servono soprattutto ad indicare le tendenze: nel colore (il viola, ultimo nato), nelle dimensioni, nella forme delle astine (dopo quelle “doppie”, tornano le aste larghe), nel peso (ecco i comodi occhiali ultra-leggeri). Ritorna il classico “tartarugato” e, sulla spinta del festival di Sanremo, la goffa montatura resa famosa da Woody Allen.
Libertà e fantasia che se unite alla qualità, formano il tris vincente del nuovo mercato degli occhiali da vista o per lettura.
Come quelli abbinati a questa nostra pubblicazione.
Il direttore Alessandro Macari.
LEGGOMEGLIO NEWS Nr. 2
LA
PRESBIOPIA
La
presbiopia e una condizione fisiologica dell'apparato visivo, non
appartiene ai difetti di refrazione ed e provocata da una perdita di
efficienza dell'apparato accomodativo, cioè di una perdita
progressiva della capacita di mettere a fuoco le immagini.
In greco
antico πρεσβύτερος significa anziano, vecchio. La presbiopia si
manifesta come difficoltà a mettere a fuoco da vicino: si ha
difficoltà a leggere, a lavorare al computer, soprattutto in
condizioni di scarsa visibilità.
Ciò provoca I'aumento della
curvatura del cristallino stesso, aumentando cosi la sua capacita di
convergenza. Tutto questa si traduce in un progressivo
allontanamento del cosiddetto punta prossimo, cioè il punta pili
vicino che si riesce a mettere a fuoco con il massimo potere di
accomodazione. II punta prossimo, a 10 anni e a circa 7-8 centimetri
dall'occhio, a 45 anni a 25 centimetri ed a 60 anni e a circa 1
metro.
La presbiopia insorge negli emmetropi verso i 45 anni circa,
negli ipermetropi un po' prima e nei miopi pili tardi. Anzi, i miopi
avranno la sensazione che il loro vizio refrattivo migliori.
Nell'astigmatismo, a seconda che esso sia miotico o ipermetropico,
si manifesterà più precocemente o più tardivamente. La presbiopia
si considera "semplice" quando si instaura in occhi con una acuita
visiva normale. Si considera invece "complessa" quando si instaura
in occhi con un preesistente difetto di refrazione, ipermetropia o
miopia. Ed in presenza di astigmatismo (difetto della vista dovuto
ad irregolare curvatura della cornea che determina una visione delle
immagini sfuocata e deformata) o di anisometropia (differente vizio
di rifrazione nei due occhi) quando il numero di diottrie è diverso
in ciascun occhio.
La presbiopia non e una patologia
ma un fenomeno
legato all'invecchiamento. Inoltre, ogni apparente miglioramento
della presbiopia dopo i 60 anni deve far pensare ad una
miopizzazione e ad un'eventuale cataratta (una malattia che provoca
la opacizzazione del cristallino, che in condizioni normali e
trasparente). Questo perche il sistema accomodativo, composto da
muscolo ciliare, fibre della zonula e cristallino, perde di
efficacia con il passare degli anni. E' dunque necessario un
costante controllo da parte del medico oculista, perche solo il
medico oculista e in grado di valutare 10 stato di salute degli
occhi e I'entità dei disturbi visivi.
Con la Consulenza del dott.
Carlo Bongioanni, Medico specializzato in oculistica
STATISTICHE SUI DIFETTI
DELLA VISTA IN ITALIA
E' stato rilevato che nella fascia di età 1-5 anni, il 6% di un campione rappresentativo
di bambini, presenta difetti visivi.
La fascia 6-13 anni in cui la percentuale di chi ha problemi agli occhi sale
al 31%. Tra gli adulti, considerati dai 14 anni in su, il 66% presenta difetti
della vista, il 53% indossa occhiali*.
La presbiopia, cioè la difficoltà di messa a fuoco delle immagini da
vicino si verifica, in genere, dopo i 40 anni. Purtroppo la capacità di
mettere a fuoco le immagini a tutte le distanze diventa sempre minore
con il trascorrere degli anni. Un adulto dopo i 40 anni sarà sempre meno
in grado di mettere a fuoco le immagini più vicine e dopo i 60 anni potrà
vedere bene a fuoco solo quelle lontane.
Per vicino servirà una lente aggiuntiva, una per ogni distanza cui si vuole
mettere a fuoco, oppure di una lente costruita in maniera speciale.
Questa condizione, assolutamente naturale, si chiama presbiopia e si
verifica in tutte le persone.
In Italia ed in generale nei Paesi dell' Unione
Europea, la durata media della vita si allunga a fronte di una
diminuzione delle nascite.
Dalla tabella* riportata qui sotto, appare che il numero degli abitanti in Italia in età superiore ai 40 anni
è di circa 31milioni 784mila persone su un totale di abitanti di 51milioni e 131mila.
Pertanto, fisiologicamente è corretto dire che oltre la metà della popolazione italiana fa uso degli occhiali.
|
Fasce d'età |
Maschi |
Femmine |
Totale |
Percentuale |
|
40-49 |
4.517.724 |
4.519.83 |
9.037.561 |
15,3% |
|
50-59 |
3.743.241 |
3.882.484 |
7.625.725 |
12,9% |
|
60-69 |
3.152.951 |
3.470.186 |
6.623.137 |
11,2% |
|
70-79 |
2.305.709 |
3.016.481 |
5.322.190 |
9,0% |
|
80-89 |
921.523 |
1.716.917 |
2.638.440 |
4,5% |
|
90-99 |
125.183 |
364.554 |
489.737 |
0,8% |
|
100+ |
2.025 |
9.472 |
11.497 |
0,0% |
|
|
|
31.784.000 |
|
Fonti:
• *Conferenza stampa: Gli italiani e la vista, prevenzione, controllo e correzione dal ruolo
delle istituzioni alle abitudini del cittadino. Milano, 25/11/2008
• *Elaborazione su dati Istat al 1° gennaio 2007. Indice di vecchiaia e numero ultracentenari
LEGGOMEGLIO NEWS Nr. 1
CHI HA INVENTATO GLI OCCHIALI?
Alcuni studiosi fanno risalire
I'uso delle lenti per scopi oculistici, all'imperatore romano
Nerone. Plinio, afferma infatti che "Nero princeps gladiatorum pugnas spectabat in smaragdo" perche
pare che Nerone si servisse di uno smeraldo come monocolo per
osservare
meglio i duelli dei gladiatori: forse perche iI colore verde aveva
un effetto riposante per gli occhi oppure perche iI taglio della
pietra gli permetteva, inconsapevolmente, di correggere un difetto
della vista.
Fu comunque un vezzo molto
imitato e "I'occhiale" di Nerone e passato alia storia. Fu solo
nell'XI secolo pero, che iI fisico arabo Alhazen comincio a studiare
I'ottica da cui trasse il trattato Opticae Thesaurus, in cui per la
prima volta veniva studiata la rifrazione e I'angolo di incidenza e
di riflessione. Sembra però che gli occhiali siano stati inventati
per pure caso, tra il 1200 e il 1300.
Il primo a parlarne è Ruggero
Bacone, che in un testa del 1268 Ii descrive come un mezzo per
migliorare la vista. Pare anche che in quell'epoca, nelle vetrerie
di Murano si fabbricassero dischetti di vetro trasparenti
biconvessi, collegati con fili di piombo, che poi venivano applicati
alle finestre dei palazzi signorili. E durante la lavorazione di
questi dischetti un anonimo artigiano si accorse che, attraverso di
essi, le immagini apparivano più nitide e ingrandite. Sfruttò questo
effetto inventando gli occhiali che utilizzarono per primi gli
amanuensi, per ricopiare a mana i libri; e cosi fu per i contabili,
i notai e chiunque leggesse molto, al punto di farli diventare un
simbolo intellettuale.
AII' inizio furono
fabbricati occhiali per presbiti, e, molto tempo dopo, quelli per
miopi. Infine nel '700 furono inventate le stanghette che
sostituirono le cordicelle. Per un periodo le tecniche di produzione
rimasero di esclusivo dominio della Serenissima, in quanto Arte
Segreta dei maestri cristallieri veneziani. Poi I'invenzione
raggiunse la città di Pisa, e si diffuse in tutta la Toscana.
GLI OCCHIALI DEL PAPA
di Paolo
Mosca (fonte
http://bxvicuriosita.blogspot.com) «Eminenza, adesso provi a
leggere le lettere della terza riga... della quarta... ».
La scena
si svolge nel gennaio 2005. A sottoporsi alla visita oculistica e il
Cardinale Joseph Ratzinger. Siamo a Roma, nel "retro" del negozio di
occhiali di Gladio e Walter Colantoni..
Anche Giovanni Paolo II e
state un vostro cliente? «Macchè, pochi sanno che lui leggeva
perfettamente con un occhio, e con I'altro ci vedeva solo da
lontano. Impossibile inventargli un paio di occhiali.
OCCHIALI E LUSSO
Non
sono da vista e nemmeno da sole.
Questi occhiali d'oro
sono in realtà un opera d'arte, indossati da una modella cinese in
occasione di una fiera del lusso che si è svolta lo scorso Gennaio a
Pechino.
Anche i cinesi infatti
cominciano ad apprezzare il lusso, ma in quanto a buon gusto forse
dovremo aspettare ancora un po'...
La Cina è il terzo paese
consumatore al mondo di beni di lusso, dopo Giappone e USA.
Non
sono d'oro come gli occhiali cinesi, ma nemmeno a portata di tutte
Ie tasche.
Ci vogliono 1000 euro per
acquistare quelli disegnati e sponsorizzati da Lapo Elkann in una
delle sue frequenti incursioni nel mondo del design modaiolo.
Purtroppo, dopo pochi giorni i
suoi occhiali da sole erano giii in vendita "clonati" a poche decine
di euro. Certamente non erano in fibra di carbonio come quelli
originali, ma non si può avere tutto dalla vita ...
Fonte: pubblicato in Accessori Moda, Moda, Vip style.
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LA POESIA
Gli occhiali di
Luigi Pirandello
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Avevo un
giorno un pajo
d 'occhiali verdi; iI mondo
vedevo verde e gajo,
e vivevo giocondo.
M 'abbatto a un messer tale
dall 'aria astratta e trista.
- «Verdi? - mi dice.
Ti sciuperai la vista.
Tu, prendi invece i miei:
vedrai Ie cose al vero!»
Li presi. Gli credei.
E vidi tutto nero.
Ristucco in poco d 'ora
d 'un mondo cosi fatto,
buttai gli occhiali, e allora
non vidi nulla affatto. |

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